Libertà, quanti delitti si commettono in tuo nome!

Penso che sia arrivato il momento che l’informazione debba fare una riflessione in casa propria. L’overdose di gossip bipartisan che ci sta accompagnando da tanti mesi ci fa capire che , al di là del sacrosanto diritto all’informazione, esiste sulla stampa e in TV una sovraesposizione mediatica spesso gratuita , finalizzata esclusivamente all’attenzione morbosa dell’utente. Aumentare l’auditel o vendere qualche copia in più è un obiettivo importante ma non esclusivo. Non parlo ovviamente della informazione politicamente schierata che ha fatto della informazione sul gossip un’arma di lotta politica , quanto piuttosto della informazione cosiddetta neutra, che dedica intere pagine o intere trasmissioni ad argomenti ormai triti e contriti , sui quali si conoscono tutti i particolari ma sui quali si continuano a costruire veri e propri palinsesti con effetti speciali che non aggiungono niente a ciò che già si conosce.Se è vero che il diritto all’informazione è sacro è anche vero che esiste un’etica della informazione che dovrebbe armonizzarsi con tale diritto. Gli operatori dell’informazione ,che sono scesi in piazza per rivendicare il diritto ad una stampa libera , sono anche disposti a fare un’autocritica su questi punti?